Balneari e Ddl Concorrenza: “Le norme vanno scritte insieme”

Ferdinando Ferro

ROSOLINA MARE – “Qui ho investito tutta la mia vita, ma lavoriamo con il freno a mano tirato, nell’incertezza, e questo non va bene per noi e non va bene per i turisti che frequentano le nostre spiagge” sono le parole di Ferdinando Ferro, presidente provinciale del SIB Sindacato italiano balneari aderente a Fipe Confcommercio, vice presidente di Confcommercio Rovigo e vice presidente del Consorzio operatori balneari di Rosolina Mare, di cui è stato l’anima dalla sua fondazione, da uno degli stabilimenti balneari che la sua famiglia gestisce da decenni nel comune di Rosolina.

Il motivo del rammarico deriva da quello che sembra un dato di fatto: stop alla proroga delle concessioni demaniali marittime, consentite non oltre dicembre 2023, che dovranno quindi essere messe a gara, con bando ad evidenza europea, in seguito all’approvazione del Ddl Concorrenza che recepisce le norme comunitarie della direttiva Bolkestein.

Il Sib ha espresso fin da subito la ferma contrarietà alla delega contenuta nel Ddl concorrenza perchè “confusa e pasticciata, foriera di contenziosi e che rischia di distruggere in poco tempo quanto costruito in decenni di sacrifici per la realizzazione di un modello di balneazione attrezzata unico in Europa e quindi meritevole di attenzioni diverse dal resto dell’Unione”.

Ferro in una intervista pubblicata nella pagina Facebook di Confcommercio Rovigo racconta le differenze tra il “sistema Italia” e quello spagnolo, per esempio, dove gli investimenti sugli stabilimenti vengono fatti dal pubblico, e non dal privato concessionario, e al termine della concessione viene messa a gara la gestione “chiavi in mano” degli stabilimenti.

“In Italia è completamente diverso: ricevi in concessione uno spazio di costa segnato su un mappale, ti viene calcolato il canone sulla base delle dimensioni utili per l’attività, un canone che è stato aggiornato di recente con un +30% deciso dallo Stato, e cominci, tra mille difficoltà ed autorizzazioni, ad impostare la tua attività”. Il presidente provinciale di Rovigo del Sib Ferdinando Ferro ritiene che il modo corretto per i balneari che vorranno continuare a rimanere in esercizio sia quello previsto dalla Legge regionale del Veneto che garantisce la proroga automatica delle concessioni in funzione del valore degli investimenti fatti sugli stabilimenti per consentirne il godimento.

“Continuare ad investire significa offrire servizi a beneficio di tutti – commenta Ferro – in termini di qualità, sicurezza e distintività per il territorio. Noi balneari siamo il volano dell’industria turistica, senza le spiagge e la possibilità di andare al mare in maniera attrezzata scompaiono i turisti, gli alberghi muoiono, i ristoranti chiudono, l’economia balneare viene spazzata via. Pensare che qualcuno da fuori possa insediarsi nel territorio e fare meglio di quanto stiamo facendo è utopia, ognuno di noi si impegna per offrire il massimo, nei limiti di quanto ci viene concesso di fare sul terreno demaniale, diversificando l’offerta per cercare di andare incontro alle diverse esigenze dei nostri turisti”.

Ferro auspica la ripresa delle relazioni con Regioni e Stato per modificare le modalità di messa a gara delle concessioni demaniali marittime che, al momento, non prevedono neppure un giusto indennizzo per chi eventualmente non volesse partecipare alla aggiudicazione. Da una parte la ragionevole speranza del coinvolgimento del Sib nella scrittura condivisa delle norme che regolano la vita e la morte di migliaia di imprese italiane impegnate nella gestione degli stabilimenti balneari italiani, dall’altra la rabbia per la situazione: “Cosa dovremmo fare? – si chiede Ferro con una provocazione – al termine della concessione prendiamo la ruspa e demoliamo tutto per riconsegnare la siaggia come l’hanno ricevuta i nostri genitori?”.

AGGIORNAMENTO: Il Ddl Concorrenza è stato approvato il 22 luglio scorso dopo le dimissioni del presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi ed all’articolo 3 del provvedimento proroga al 31 dicembre 2023, e comunque non oltre il 31 dicembre 2024 (in presenza di ragioni “oggettive” che impediscono la conclusione della gara) l’efficacia delle concessioni demaniali e dei rapporti di gestione per finalità turistico ricreative e sportive, differendo così un altro dei nodi più spinosi insieme a quello dei taxi e prevedendo una delega al Governo per il riordino della materia delle concessioni demaniali marittime. Saranno anche previsti indennizzi per i concessionari uscenti.


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